Liturgia delle ore: Ufficio delle letture

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Liturgia delle ore: Ufficio delle letture

Ufficio delle letture

Venerdì della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

V.
O Dio, vieni a salvarmi
R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l’Ufficio con l’Invitatorio.
INNO
Creati per la gloria del tuo nome,
redenti dal tuo sangue sulla croce,
segnati dal sigillo del tuo Spirito,
noi t’invochiamo: salvaci, o Signore!
Tu spezza le catene della colpa,
proteggi i miti, libera gli oppressi
e conduci nel cielo ai quieti pascoli
il popolo che crede nel tuo amore.
Sia lode e onore a te, Pastore buono,
luce radiosa dell’eterna luce,
che vivi con il Padre e il Santo Spirito
nei secoli dei secoli glorioso. Amen.
1 ant.
Sorgi in mio aiuto, Signore.
SALMO 34, 1-2. 3c. 9-19. 22-23. 27-28
Il Signore salva nella persecuzione

Si riunirono… e tennero consiglio per arrestare con un inganno
Gesù e farlo morire (Mt 26, 3. 4).

I (1-2. 3c. 9-12)
Signore, giudica chi mi accusa, *
combatti chi mi combatte.
Afferra i tuoi scudi *
e sorgi in mio aiuto.
Di’ all’anima mia: *
«Sono io la tua salvezza».
Io invece esulterò nel Signore *
per la gioia della sua salvezza.
Tutte le mie ossa dicano: «Chi è come te, Signore, †
che liberi il debole dal più forte, *
il misero e il povero dal predatore?».
Sorgevano testimoni violenti, *
mi interrogavano su ciò che ignoravo,
mi rendevano male per bene: *
una desolazione per la mia vita.
1 ant.
Sorgi in mio aiuto, Signore.
2 ant.
Giudica la mia causa, Signore,
difendimi con la tua forza.
II (13-16)
Io, quand’erano malati, vestivo di sacco, †
mi affliggevo col digiuno, *
riecheggiava nel mio petto la mia preghiera.
Mi angustiavo come per l’amico, per il fratello, *
come in lutto per la madre
mi prostravo nel dolore.
Ma essi godono della mia caduta, si radunano, *
si radunano contro di me
per colpirmi all’improvviso.
Mi dilaniano senza posa, †
mi mettono alla prova, scherno su scherno, *
contro di me digrignano i denti.
2 ant.
Giudica la mia causa, Signore,
difendimi con la tua forza.
3 ant.
Celebrerò la tua giustizia, Signore,
canterò la tua lode per sempre.
III (17-19. 22-23. 27-28)
Fino a quando, Signore, starai a guardare? †
Libera la mia vita dalla loro violenza, *
dalle zanne dei leoni l’unico mio bene.
Ti loderò nella grande assemblea, *
ti celebrerò in mezzo a un popolo numeroso.
Non esultino su di me i nemici bugiardi, *
non strizzi l’occhio chi mi odia senza motivo.
Signore, tu hai visto, non tacere; *
Dio, da me non stare lontano.
Destati, svegliati per il mio giudizio, *
per la mia causa, Signore mio Dio.
Esulti e gioisca chi ama il mio diritto, †
dica sempre: «Grande è il Signore *
che vuole la pace del suo servo».
La mia lingua celebrerà la tua giustizia, *
canterà la tua lode per sempre.
3 ant.
Celebrerò la tua giustizia, Signore,
canterò la tua lode per sempre.
V.
Figlio mio, custodisci le mie parole,
R.
osserva i miei precetti, e vivrai.
PRIMA LETTURA

Dal libro di Giobbe
40, 1-14; 42, 1-6

Giobbe si sottomette alla grandezza di Dio

Il Signore disse a Giobbe:
Il censore vorrà ancora
contendere con l’Onnipotente?
L’accusatore di Dio risponda!
Giobbe rivolto al Signore disse:
Ecco, sono ben meschino: che ti posso rispondere?
Mi metto la mano sulla bocca.
Ho parlato una volta, ma non replicherò,
ho parlato due volte, ma non continuerò.
Allora il Signore rispose a Giobbe di mezzo al
turbine e disse:
Cingiti i fianchi come un prode:
io t’interrogherò e tu mi istruirai.
Oseresti proprio cancellare il mio giudizio
e darmi torto per avere tu ragione?
Hai tu un braccio come quello di Dio
e puoi tuonare con voce pari alla sua?
Òrnati pure di maestà e di sublimità,
rivestiti di splendore e di gloria;
diffondi i furori della tua collera,
mira ogni superbo e abbassalo,
mira ogni superbo e umilialo,
schiaccia i malvagi ovunque si trovino;
nascondili nella polvere tutti insieme,
rinchiudi le loro facce nel buio;
anch’io ti loderò,
perché hai trionfato con la destra.
Allora Giobbe rispose al Signore e disse:
Comprendo che puoi tutto
e che nessuna cosa è impossibile per te.
Chi è colui che, senza aver scienza,
può oscurare il tuo consiglio?
Ho esposto dunque senza discernimento
cose troppo superiori a me, che io non comprendo.
«Ascoltami e io parlerò,
io t’interrogherò e tu istruiscimi».
Io ti conoscevo per sentito dire,
ma ora i miei occhi ti vedono.
Perciò mi ricredo
e ne provo pentimento sopra polvere e cenere.

RESPONSORIO Gb 42, 5-6; 40, 5. 4

R.
Io ti conoscevo per sentito dire, Signore; ora i
miei occhi ti vedono, e mi ricredo, *
ne provo pentimento
sopra polvere e cenere.
V.
Ho parlato una volta, ma non replicherò; ho parlato
due volte, ma non continuerò. Mi metto la mano
sulla bocca,
R.
ne provo pentimento sopra polvere e cenere.
SECONDA LETTURA
Dai «Trattati» di Baldovino di Canterbury, vescovo

(Tratt. 6; PL 204, 466-467)

Il Signore discerne i pensieri
e le intenzioni del cuore
Il Signore conosce i pensieri e le intenzioni del nostro cuore. Senza dubbio egli li conosce tutti, mentre noi solo quelli che ci è concesso di percepire per il dono del discernimento.
Il nostro spirito infatti non conosce tutto ciò che si trova nell’uomo, e riguardo ai suoi pensieri che, consapevole o meno, percepisce, non sempre intende come le cose stiano in realtà.
Anche quelle cose che scopre con gli occhi della mente, non le distingue nitidamente a causa di una certa caligine che ha sempre davanti agli occhi.
Spesso, infatti, o il nostro stesso giudizio o quello di altri o anche il tentatore ci presentano come buono e santo ciò che all’occhio di Dio non è per nulla degno di premio.
Vi sono contraffazioni di vere virtù, come anche di vizi, che ingannano e abbagliano gli occhi della mente con immagini ingannevoli, talmente che spesso appare bene il male e il male bene.
Questo fa parte della nostra miseria e della nostra ignoranza, che dobbiamo molto deplorare e molto temere.
Sta scritto infatti: Vi sono strade che sembrano buone all’uomo, ma che invece conducono all’abisso (cfr. Pro 16, 25).
Per farci evitare questo pericolo, l’apostolo Giovanni ammonisce dicendo: «Mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio» (1 Gv 4, 1).
Chi mai può esaminare le ispirazioni, se vengono da Dio, se non gli è stato dato da Dio il loro discernimento, così da poter esaminare esattamente e con retto giudizio i pensieri, le disposizioni, le intenzioni dello spirito? Il discernimento infatti è come la madre di tutte le virtù ed è necessario a tutti nel guidare la vita, sia propria che altrui.
È giusto il proposito di fare le cose secondo la volontà di Dio. È virtuosa l’intenzione che si dirige semplicemente verso il Signore. La nostra vita e ogni nostra azione saranno luminose solo se l’occhio sarà semplice. Ora l’occhio semplice è occhio, ed è semplice. È occhio perché vede per mezzo di un retto sentire cosa si deve fare, ed è semplice perché agisce con pia intenzione escludendo la doppiezza.
Il retto sentire non cede all’errore. La pia intenzione esclude la finzione. Questo è dunque il discernimento, l’unione del retto pensiero e della virtuosa intenzione.
Tutto quindi si deve fare nella luce del discernimento, come sta in Dio e sotto lo sguardo di Dio.

RESPONSORIO Cfr Mic 6, 8; Sal 36, 3
R.
Uomo, ti ho insegnato ciò che è buono e ciò
che richiede il Signore da te: *
Pratica la giustizia,
ama la pietà, cammina umilmente con il tuo Dio.
V.
Confida nel Signore e fa’ il bene; abita la terra
e vivi con fede.
R.
Pratica la giustizia, ama la pietà, cammina
umilmente con il tuo Dio.
ORAZIONE
O Dio, che nella tua provvidenza tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza, allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene. Per il nostro Signore.
Benediciamo il Signore.
R.
Rendiamo grazie a Dio.

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