Liturgia delle ore: Ufficio delle letture

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Liturgia delle ore: Ufficio delle letture

DICIOTTESIMA SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – Sabato

 

Ufficio delle letture

V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

INNO

O re d’eterna gloria,
che irradi sulla Chiesa
i doni del tuo Spirito,
assisti i tuoi fedeli.

Illumina le menti,
consola i nostri cuori,
rafforza i nostri passi
sulla via della pace.

E quando verrà il giorno
del tuo avvento glorioso,
accoglici, o Signore,
nel regno dei beati.

A te sia lode, o Cristo,
speranza delle genti,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.

1 ant. Tu solo, Signore, hai compiuto meraviglie:
eterna è la tua misericordia.

SALMO 135 Inno Pasquale
Narrare le gesta del Signore significa lodarlo (Cassiano).
I (1-9)

Lodate il Signore perché è buono: *
eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio degli dèi: *
eterna è la sua misericordia.

Lodate il Signore dei signori: *
eterna è la sua misericordia.

Egli solo ha compiuto meraviglie: *
eterna è la sua misericordia.

Ha creato i cieli con sapienza: *
eterna è la sua misericordia.

Ha stabilito la terra sulle acque:
eterna è la sua misericordia.

Ha fatto i grandi luminari: *
eterna è la sua misericordia.

Il sole per regolare il giorno: *
eterna è la sua misericordia;

la luna e le stelle per regolare la notte: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

1 ant. Tu solo, Signore, hai compiuto meraviglie:
eterna è la tua misericordia.

2 ant. Hai liberato dalla schiavitù il tuo popolo
con mano potente e braccio disteso.

II (10-15)

Percosse l’Egitto nei suoi primogeniti: *
eterna è la sua misericordia.

Da loro liberò Israele: *
eterna è la sua misericordia;

con mano potente e braccio teso: *
eterna è la sua misericordia.

Divise il mar Rosso in due parti: *
eterna è la sua misericordia.

In mezzo fece passare Israele: *
eterna è la sua misericordia.

Travolse il faraone e il suo esercito nel mar Rosso: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

2 ant. Hai liberato dalla schiavitù il tuo popolo
con mano potente e braccio disteso.

3 ant. Lodate il Dio del cielo;
egli ci ha liberati dai nostri nemici.

III (16-26)

Guidò il suo popolo nel deserto: *
eterna è la sua misericordia.

Percosse grandi sovrani: *
eterna è la sua misericordia;

uccise re potenti: *
eterna è la sua misericordia.

Seon, re degli Amorrei: *
eterna è la sua misericordia.

Og, re di Basan: *
eterna è la sua misericordia.

Diede in eredità il loro paese: *
eterna è la sua misericordia;

in eredità a Israele suo servo: *
eterna è la sua misericordia.

Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi: *
eterna è la sua misericordia;

ci ha liberati dai nostri nemici: *
eterna è la sua misericordia.

Egli dà il cibo ad ogni vivente: *
eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio del cielo: *
eterna è la sua misericordia.

Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.

3 ant. Lodate il Dio del cielo;
egli ci ha liberati dai nostri nemici.

V. Additami, Signore, le tue vie,
R. insegnami i tuoi sentieri.

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Osea 5, 15d – 7, 2
La conversione non sincera è vana

Così dice il Signore:
«Ricorreranno a me nella loro angoscia
e diranno:
Venite, ritorniamo al Signore:
egli ci ha straziato ed egli ci guarirà.
Egli ci ha percosso ed egli ci fascerà.
Dopo due giorni ci ridarà la vita
e il terzo ci farà rialzare
e noi vivremo alla sua presenza.
Affrettiamoci a conoscere il Signore,
la sua venuta è sicura come l’aurora.
Verrà a noi come la pioggia di autunno,
come la pioggia di primavera, che feconda la terra».
Che dovrò fare per te, Èfraim,
che dovrò fare per te, Giuda?
Il vostro amore è come una nube del mattino,
come la rugiada che all’alba svanisce.
Per questo li ho colpiti per mezzo dei profeti,
li ho uccisi con le parole della mia bocca
e il mio giudizio sorge come la luce:
poiché voglio l’amore e non il sacrificio,
la conoscenza di Dio più degli olocausti.
Ma essi come Adamo hanno violato l’alleanza,
ecco dove mi hanno tradito.
Gàlaad è una città di malfattori,
macchiata di sangue.
Come banditi in agguato
una ciurma di sacerdoti
assale sulla strada di Sichem,
commette scelleratezze.
Orribili cose ho visto in Betel;
là si è prostituito Èfraim,
si è contaminato Israele.
Anche a te, Giuda, io riserbo una mietitura,
quando ristabilirò il mio popolo.
Mentre sto per guarire Israele,
si scopre l’iniquità di Èfraim
e la malvagità di Samaria,
poiché si pratica la menzogna:
il ladro entra nelle case
e fuori saccheggia il brigante.
Non pensano dunque
che io ricordo tutte le loro malvagità?
Ora sono circondati dalle loro azioni:
esse stanno davanti a me.

RESPONSORIO Mt 9, 13; Os 6, 4. 6

R. Andate e imparate che cosa significhi: * Misericordia io voglio e non sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.
V. Il vostro amore è come una nube del mattino, come la rugiada che all’alba svanisce.
R. Misericordia io voglio e non sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti.

SECONDA LETTURA

Dal trattato «Contro le eresie» di sant’Ireneo, vescovo
(Lib. IV, 17, 4-6; SC 100, 590-594)
Io voglio l’amore più che il sacrificio

Dio non esigeva sacrifici e olocausti dagli Ebrei, ma fede, obbedienza e giustizia per la loro salvezza. Attraverso il profeta Osea esponeva loro la sua volontà con queste parole: «Voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti» (Os 6, 6). Ma anche nostro Signore diede loro lo stesso insegnamento dicendo: «Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato persone senza colpa» (Mt 12, 7). Così rese testimonianza alla verità dei profeti, mentre accusava i suoi interlocutori, stolti e colpevoli.
Parimenti Cristo raccomandò ai suoi discepoli di offrire a Dio le primizie delle sue creature, non perché ne avesse bisogno, ma perché non fossero essi stessi senza frutto e ingrati. Per questo prese il pane, che proviene dal mondo creato, e rese grazie dicendo: «Questo è il mio corpo». Allo stesso modo prese il calice del vino, proveniente anch’esso dalle realtà cosmiche alle quali noi stessi apparteniamo, lo chiamò suo sangue e disse che era oblazione nuova della Nuova Alleanza (cfr. Mt 26, 28).
La Chiesa ha ricevuto questa offerta dalle mani degli apostoli e la offre a quel Dio che ci dà gli alimenti, come primizia dei doni della Nuova Alleanza. Questa oblazione fu preannunziata da Malachia, uno dei dodici profeti, quando disse: «Non mi compiaccio di voi, dice il Signore degli eserciti, non accetto l’offerta dalle vostre mani! Poiché dall’oriente all’occidente grande è il mio nome tra le genti e in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e un’oblazione pura, perché grande è il mio nome fra le genti, dice il Signore degli eserciti» (Ml 1, 10-11). Con queste parole indicava nettamente che il primo popolo avrebbe cessato di fare offerte a Dio, mentre in ogni luogo un nuovo sacrificio sarebbe stato immolato a Dio, ma questo veramente puro, e così il suo nome sarebbe stato glorificato fra le nazioni.
E quale altro nome vi è che sia glorificato fra le genti se non quello di nostro Signore, per mezzo del quale è glorificato il Padre e riceve gloria l’uomo? Ma proprio perché questo è il nome del suo proprio Figlio e viene da lui (cfr. Mt 1, 21; Lc 1, 31) lo chiama suo.
Se un re dipingesse lui stesso l’immagine del suo figlio, giustamente direbbe suo quel ritratto, per il doppio motivo che è di suo figlio e che l’ha fatto lui stesso. Così avviene per il nome di Gesù Cristo, che riceve gloria in tutto il mondo nella Chiesa. Il Padre ha dichiarato suo questo nome, sia perché è di suo Figlio, sia perché l’ha inciso lui stesso, dandolo a salvezza degli uomini (cfr. At 4, 12).
Dunque il nome del Figlio appartiene come proprio al Padre e la Chiesa fa in ogni luogo la sua offerta a Dio onnipotente per mezzo di Gesù Cristo. Tenendo presente questo duplice fatto, il profeta poté dire a giusto titolo: «E in ogni luogo è offerto incenso al mio nome e una oblazione pura» (Ml 1, 11). Questo incenso, secondo san Giovanni, è figura delle «preghiere dei santi» (Ap 5, 8).

RESPONSORIO Cfr. Lc 22, 19. 20; Pro 9, 5

R. Questo è il mio corpo, dato per voi; questo è il sangue della nuova alleanza, versato per voi, dice il Signore. * Fate questo in memoria di me.
V. Venite, mangiate il mio pane, bevete il vino che io ho preparato.
R. Fate questo in memoria di me.

ORAZIONE

Mostraci la tua continua benevolenza, o Signore, e assisti il tuo popolo, che ti riconosce suo pastore e guida; rinnova l’opera della tua creazione e custodisci ciò che hai rinnovato. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

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