Vangelo del giorno meditato
«Guai a voi, guide cieche.»

Vangelo del giorno meditato
«È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio.»
20 Agosto 2019
Vangelo del giorno meditato
«Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone.»
31 Agosto 2019

Vangelo del giorno meditato
«Guai a voi, guide cieche.»

Mt 23,13-22
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.
Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».

Parola del Signore

 


 

Fine della fede è quello di aprire il regno dei cieli alla verità, alla volontà di Dio, alla conoscenza della sua rivelazione. Fine della fede è di illuminare il mondo secondo la luce contenuta nella Parola del Signore, senza nulla aggiungere e nulla togliere. Ciò che la Parola dice, la fede dice. Ciò che la Parola non dice, la fede non dice.
La Parola però non si dice da sola. Da sola non si comunica. Da sola non si spiega, non si comprende, non si dona nella sua sapienza ed intelligenza eterna. La Parola è detta, annunziata, insegnata, spiegata dalla persona cui il Signore ha affidato questo compito, questo ministero, questo mandato.
Questo ufficio divino è differente da tutti gli altri uffici umani che si compiono sulla terra. Questo ministero di luce si può assolvere in un solo modo: divenendo la Parola da comunicare la stessa vita di colui che è incaricato perché la comunichi ai suoi fratelli. Costui deve essere in tutto come il sole: illumina il mondo consumando la sua luce. E così il datore della Parola: illumina consumandosi nella Parola e divenendo luce di Parola, luce di verità, luce di sapienza eterna, luce di intelligenza soprannaturale.
Chi assolve questo ufficio divino dell’annunzio della Parola, mai potrà essere come la luna. Questa riceve la luce del sole e la riversa sulla terra, anche se in modo assai modesto. Il datore della Parola neanche potrà pensarsi un catarifrangente, che riceve la luce dai fari delle macchine e traccia il cammino sicuro da seguire. Egli dovrà essere vero sole, vera stella, vera sorgente di verità e di sapienza soprannaturale ed eterna. Sarà tutto questo in un solo modo: se si immergerà nella santità del suo Dio.
I farisei e gli scribi del tempo di Gesù non erano neanche luna dell’ultimo quarto e neanche catarifrangenti coperti del nero fumo dello smog dei nostri tunnel. Erano luce semplicemente spenta. Sole e stelle collassati. Corpi oscuri e tenebrosi. Operavano in senso opposto al loro ministero di luce e di verità. Anziché aprire il regno dei cieli, lo chiudevano. Anziché esercitare il loro ufficio di luce per la salvezza della gente, lo vivevano per ingrossare la fila dei dannati, dei disperati, degli empi e degli idolatri.
Un ufficio di cecità, di stoltezza, di ipocrisia, di grande insipienza altro non fa se non togliere anche quel poco di luce che ancora sgorga dalla coscienza di coloro che temono il Signore. Spenta la luce della coscienza, a causa del ministero di tenebre da loro esercitato, le porte della perdizione si aprono e l’uomo vi precipita dentro. Quando il ministero di luce diviene e si trasforma in ufficio di morte, non c’è più vera salvezza.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Tu che sei la Vergine della vera luce, aiutaci a vivere sempre come figli della luce. Angeli e Santi di Dio, voi che siete già nella luce eterna del cielo, rendeteci veri ministri della luce di Dio. Nascerà la salvezza di molti. Amen

 

(Movimento Apostolico)

 

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