Vangelo del giorno meditato
«Gesù esultò nello Spirito Santo.»

Liturgia delle ore: Vespri
5 Dicembre 2017
Liturgia delle ore: Ora Media
5 Dicembre 2017

Vangelo del giorno meditato
«Gesù esultò nello Spirito Santo.»

Lc 10,21-24
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Parola del Signore

 


 

Luca nel Vangelo odierno ci riporta una preghiera di Gesù piuttosto rara. Egli, infatti, è l’Evangelista più attento a cogliere il Maestro in preghiera, ma non ci riporta quasi mai i contenuti di essa. Qui è una di quelle rare volte che veniamo a conoscerli. Si tratta di una preghiera esultante di gioia e di lode in presa diretta con il Padre. Per questo dai Padri della Chiesa antica essa veniva chiamata anche iubilum, cioè grido di giubilo.

Il rabbì di Nazareth sapeva per diretta conoscenza di causa che quelli che avrebbero dovuto riconoscere il Messia con più facilità – gli scribi e i dottori della Legge (i dotti e i sapienti del suo tempo) – non erano riusciti nell’impresa. Al contrario, egli fa notare, sono in realtà i piccoli, i poveri, i semplici (come i suoi discepoli) a capire chi è Gesù e a seguirlo.

Molti sapienti o eruditi nella storia hanno tentato di incontrare Dio o di conoscere Gesù, ma invano, perché non l’hanno cercato sulla strada che porta a lui: la strada dell’umiltà e della croce. Anche noi, forse, siamo tentati di vedere in Gesù l’uomo forte, capace di superare se stesso trascendendo i limiti della sua umanità. Gesù non è un eroe, né un superuomo. È semplicemente un uomo che si rivela anche Dio, nell’umiliazione, nella piccolezza e nella debolezza, quella forte debolezza di Dio di cui parla S. Paolo (1 Cor 1,25). Ecco perché tutta la forza di Gesù sta nella dolcezza e tenerezza del suo cuore: «Imparate da e me, che sono mite ed umile di cuore» (Mt 11,29).

In questo itinerario di Avvento appena incominciato, è Gesù stesso che oggi ci traccia la strada sicura per incontrarlo nel sua venuta: è la strada della nostra piccolezza e povertà, della nostra debolezza che si affida totalmente alla sua Grazia.

Ripetiamo lungo la giornata sovente questa preghiera-giubilo uscita dal cuore del Figlio!

(Casa di preghiera San Biagio)

 

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