Meditiamo il Vangelo di oggi
«Questo è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e la sua testimonianza è vera»

Meditiamo il Vangelo di oggi
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Meditiamo il Vangelo di oggi
«Questo è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e la sua testimonianza è vera»

Gv 21,20-25
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Parola del Signore

 

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Oggi ci prepariamo alla solennità di Pentecoste, quella giornata in cui celebriamo la presenza continua e attiva dello Spirito in noi, nelle nostre comunità nella storia. Siamo forti della parola di Gesù che ci assicura che manderà lo Spirito di verità. Lo Spirito è la persona che ha permesso a Gesù di entrare nella storia: incontrando Maria e la sua disponibilità ha permesso l’incarnazione del divino nell’umano. Lo Spirito è la persona che è scesa su Gesù nel battesimo e lo ha indicato come figlio di Dio. Lo Spirito è stato restituito agli uomini da Gesù sulla croce. Il dono dello Spirito, Gesù, dona così lo Spirito a noi. Un intreccio di comunione che ci rende saldi per vincoli di amore. Lo Spirito ha reso coraggiosi i discepoli e li ha fatti uscire dal cenacolo, li ha spinti dove loro nemmeno immaginavano, ai confini del mondo. Lo Spirito precede i discepoli e gli apostoli ed evangelizza, coma a casa di Cornelio. Lo Spirito mette in bocca a Paolo le parole giuste, a volte argute, a volte dolci e Paolo trasmette la buona notizia di cultura in cultura. Lo Spirito suscita rifondatori nella storia che aiutano la chiesa a tornare al Vangelo. Lo Spirito apre gli occhi su mondi nuovi che interpellano la fede: l’educazione, la malattia, la disabilità, la povertà, la giustizia, il lavoro, l’economia, la famiglia, la sessualità, l’amicizia. E nascono persone come don Bosco, madre Teresa, Dietrich Bonhoeffer, Lazzati, Giovanni XXIII, Edith Stein, Etty Hillesum.
Signore, che lo Spirito ci guidi alla tua verità, per le strade che tu sai. Con te, in lui, non avremo paura!

La voce di papa Francesco

Il grande dimenticato della nostra vita, eh? Io avrei voglia di domandarvi – ma non lo farò, eh! – di domandarvi: quanti di voi pregate lo Spirito Santo? Non alzate la mano… E’ il gran dimenticato, il grande dimenticato! E Lui è il dono, il dono che ci dà la pace, che ci insegna ad amare e che ci riempie di gioia. Nella preghiera abbiamo chiesto al Signore: “Custodisci il tuo dono”. Abbiamo chiesto la grazia che il Signore custodisca lo Spirito Santo in noi. Il Signore ci dia questa grazia: di custodire sempre lo Spirito Santo in noi, quello Spirito che ci insegna ad amare, ci riempie di gioia e ci dà la pace.

 

(Casa di preghiera San Biagio)

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