Che cos’è la vocazione?

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Che cos’è la vocazione?

Riflettiamo sul termine vocazione.
Che cos’è la vocazione?
La parola «vocazione» deriva dal latino vocare, che significa chiamare. Perciò diciamo che ogni vocazione è una chiamata fatta all’uomo. Da chi viene questa chiamata?
Questa chiamata viene da Dio, che è il Padrone della vita e della morte dell’uomo, è Colui che ci dona l’essere e ci conserva nell’essere, per cui noi «in Dio viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28).
A che cosa ci chiama Dio?
Dio chiama ogni uomo anzitutto alla vita, e poi a una missione da compiere nella vita per santificarsi in modo da meritarsi il Paradiso.
Scriveva molto bene S. Ignazio di Loyola: «L’uomo è stato creato per lodare, prestare ossequio e servire Iddio nostro Signore, e così, salvare l’anima sua; le altre cose che sono sulla faccia della terra sono create per l’uomo e per aiutarlo al conseguimento del fine per cui è stato creato».
Questa vocazione alla vita e alla santità è la vocazione universale, è la vocazione di ogni uomo che viene alla luce sulla terra.
In quanto «chiamata» a una missione santificatrice, da realizzare lungo l’arco dell’esistenza, la vocazione determina quindi il giusto stato di vita che ogni uomo deve far suo. Perciò, chi si sente chiamato al matrimonio ha la vocazione a sposarsi e deve vivere nello stato matrimoniale; chi si sente chiamato al Sacerdozio deve vivere la sua vocazione nello stato Sacerdotale; chi si sente chiamato alla vita consacrata deve rispondere abbracciando lo stato religioso; chi si sente chiamato alla vita missionaria deve far sua la vita missionaria
In senso molto più largo, inoltre, si può considerare «vocazione» anche la chiamata a una delle tante professioni o attività degli uomini specialmente per coloro che, pur senza consacrarsi a Dio, rimangono celibi e nubili dedicandosi interamente ed esclusivamente alla loro professione di medico, insegnante, artista, contadino, meccanico…
Tutti hanno una chiamata da Dio a cui rispondere e corrispondere fedelmente per salvarsi.
Certo non è facile discernere la vera vocazione, per una giusta scelta da fare. Ma è necessario farlo, perché è cosa che riguarda il destino temporale ed eterno di ogni uomo.
Il papa Giovanni Paolo II ci ammonisce con la sua solita saggezza paterna: «Ognuno, specialmente se giovane, deve porsi con consapevolezza la domanda fondamentale della propria esistenza cristiana: “A che cosa mi chiama Dio?”».
Forse non sono per niente pochi coloro che questa «domanda fondamentale» non se la pongono affatto e vivono alla giornata, come si dice, affidandosi al caso, avanzando a casaccio, con una superficialità che fa paura.
Quanti amari rimpianti spesso si sentono fare sul grave sbaglio di non aver considerato bene la strada da scegliere! Quante vite sciupate per quella mancata «domanda fondamentale» o da farsi a tempo giusto! Ogni ragazzo e ragazza mediti seriamente su questa esortazione di S. Paolo: «Vi esorto, fratelli.., non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto» (Rm 12,2).
Non lasciarti abbagliare dalle seduzioni delle creature o dagli impulsi dei sensi: Guarda innanzi, guarda lontano, pensa all’eternità. «Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?» (Mt 16,26). E’ un segno di chiamata capire il valore dell’anima da salvare e da santificare, andando là dove si può garantire meglio la propria crescita spirituale fino alla misura di Cristo (cfr Ef 4,13).
Ricorriamo alla nostra mamme celeste, lei è Madre della grazia e nessuna «chiamata» può avvenire senza la diretta partecipazione della Madonna.
Se potessimo scoprire i particolari più segreti della nascita della vocazione in ogni Santo, in ogni «chiamato», vedremmo sempre l’azione materna di Maria che opera con ogni cura.

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