Vangelo del giorno meditato
“Dio non è dei morti, ma dei viventi.”
23 Novembre 2019
Vangelo del giorno meditato
“Signore, ricordarti di me quando entrerai nel tuo regno.”
24 Novembre 2019

Messalino per la liturgia

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       Messalino

 


 

ANNO LITURGICO 

L’anno liturgico è l’articolazione del calendario annuale della liturgia della Chiesa Cattolica. Inizia con la prima domenica di Avvento (a fine novembre – inizio dicembre) e termina con l’ultima settimana del Tempo ordinario.

La Chiesa suddivide questa serie di anni attraverso la denominazione di Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo per quanto riguarda le letture festive (Ciclo A, Ciclo B, Ciclo C), aventi ciascuno di essi una peculiare fisionomia. Ci si limiterà, in questa sede, ai Vangeli, essendo questi l’oggetto principale della nostra meditazione festiva, senza tuttavia che noi si sminuisca l’importanza dei testi dell’Antico Testamento e della Seconda Lettura (di solito staccata dal contesto) che li accompagnano. Ora, durante l’anno A ad offrirci spunti di meditazione su Gesù Cristo è l’evangelista San Matteo; durante l’anno B è San Marco, mentre l’anno C conosce il mistero incarnazionistico salvifico attraverso il Vangelo di San Luca. San Giovanni, che a più riprese compare pressocchè nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore.

 

L’ANNO LITURGICO CELEBRA IL MISTERO DI CRISTO

La Chiesa “annuncia” con la predicazione “l’intero mistero di Cristo” (CD 12) e con la liturgia lo “celebra” facendone una sacra memoria (SC 102). In tal modo essa rende presenti nell’oggi le “insondabili ricchezze di Cristo” (Ef 3, 8 ss.; cf 1, 18; 2, 7): le sue azioni salvifiche, con le quali i fedeli vengono in contatto per attingerne grazia di salvezza. L’anno liturgico che ha la sua “fonte” e il suo “vertice” nel mistero pasquale, è scandito da cinque “periodi” che hanno uno speciale rapporto con diversi momenti del mistero di Cristo (SC 10; LG 11). Si hanno pertanto in ordine progressivo: Avvento e Natale; Quaresima e Pasqua; Tempo ordinario.
• Tempo di Avvento e di Natale
L’Avvento è un tempo di preparazione con una duplice caratteristica: ricorda la prima venuta del Figlio di Dio nell’umiltà e preannuncia la sua seconda venuta nella gloria: è tempo di attesa operosa, di desiderio, di preghiera, di evangelizzazione, di gioia. Il Natale è un tempo di contemplazione gioiosa del mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio e delle sue prime manifestazioni, venuto per la nostra salvezza «uomo fra gli uomini». In questo tempo Maria è celebrata particolarmente come «Madre di Dio».
• Tempo di Quaresima e di Pasqua
La Quaresima è un tempo di preparazione che vuol guidare a una più intensa e graduale partecipazione al mistero pasquale. Accompagna i catecumeni attraverso i vari gradi dell’iniziazione cristiana, e i fedeli attraverso il ricordo vivo del battesimo e la penitenza. La Pasqua é il vertice dell’anno liturgico, dal quale tutte le altre parti traggono la loro efficacia di salvezza, è il compimento della redenzione dell’umanità e della perfetta glorificazione di Dio: è distruzione del peccato e della morte, comunicazione di risurrezione e di vita.
• Tempo Ordinario
In questo lungo periodo, che ha una prima tappa fra il tempo di Natale e la Quaresima, e si svolge poi ampiamente dalla Pentecoste all’Avvento successivo, vi è una globale celebrazione del mistero di Cristo, che viene ripreso e approfondito in tanti suoi aspetti particolari. Già le Domeniche – “Giorno del Signore” – sono la “Pasqua settimanale” e quindi un innesto vivo nel nucleo centrale del mistero di Cristo lungo tutto l’anno; ma poi le Settimane (33 o 34) svolgono attraverso un intenso e continuato ricorso alla Bibbia dei piccoli cicli di approfondimento del mistero di Cristo, offrendolo alla meditazione dei fedeli perché divenga stimolo all’azione nella Chiesa e nel mondo.

COLORI DEI PARAMENTI

I colori che variano di tanto in tanto nei paramenti del sacerdote, sull’altare e all’ambone sono dei messaggi che dobbiamo imparare a leggere; essi esprimono il significato della celebrazione e predispongono un incontro tra il nostro mondo interiore e Dio. In certo qual modo è come se rivestissimo la nostra anima di quei colori:

1. Il colore Bianco è un colore luminoso, che fa pensare subito alla pulizia, alla purezza. Esso è diventato il simbolo dell’innocenza; basti pensare agli abiti dei bambini da battezzare, quelli di prima comunione, le spose. Il bianco indica però anche festa, gioia. Nella Chiesa questo colore è legato alla Resurrezione, dice vittoria della luce sulle tenebre.
Durante l’Anno liturgico in Chiesa il bianco si usa soprattutto a Natale, a Pasqua, per le feste di Cristo e di Maria Vergine (per queste ultime si usa anche il colore Azzurro).

2. Il colore Rosso ci fa pensare immediatamente al sangue e al fuoco. Questo colore simboleggia la passione e il sacrificio di Cristo, il martirio dei fedeli e lo Spirito Santo. Esso è da considerarsi anche un simbolo regale, si pensi a quando i soldati gettarono sulle spalle di Gesù un mantello rosso e lo chiamarono Re (cfr. Gv 19,2). In altri passi della Bibbia di rosso scarlatto sono i peccati degli uomini. In Chiesa si usano i paramenti rossi soprattutto in occasione della domenica delle Palme, il Venerdì Santo, per la Pentecoste, per l’Esaltazione della Croce, per i martiri e per gli apostoli.

3. Il colore Verde ci fa pensare ai prati. Esso è il colore della serenità, della speranza. Tale colore caratterizza maggiormente le celebrazioni dell’Anno Liturgico nel tempo ordinario (le 34 settimane che si succedono tra i tempi forti del Natale e della Pasqua).

4. Il colore Viola è il colore della penitenza, del dolore o della conversione e si usa prevalentemente in Avvento e in Quaresima. I paramenti viola vengono anche usati per le funzioni funebri.

5. Il colore Rosa è molto particolare e si una solo in due occasioni: per la domenica Gaudete (in Avvento) e per la domenica in Laetare (in Quaresima). Esso indica un periodo di riposo in mezzo ad un periodo penitenziale.

È facile allora individuare, a secondo del colore usato in Chiesa, quali sentimenti si vogliono evidenziare e in quale tempo Liturgico ci troviamo.

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