Vangelo del giorno meditato
“Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.”

Vangelo del giorno meditato
“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.”
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Vangelo del giorno meditato
«Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia»
5 Novembre 2019

Vangelo del giorno meditato
“Non invitare i tuoi amici, ma poveri, storpi, zoppi e ciechi.”

Lc 14,12-14
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato:
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

Parola del Signore

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

Dopo l’invito di Gesù ai convitati egli si rivolge al padrone di casa: quando offri un pranzo, non invitare gli amici o i ricchi vicini, ma i più poveri. Queste parole di Gesù vanno lette in continuità con il ?discorso della pianura’ (Lc 6,17 e ss) e si pone in termini nuovi e inauditi per il suo tempo, starei per dire rivoluzionari. Infatti l’invito rivolto al padrone di casa è in opposizione a tutte le consuetudini abitualmente in uso della società e tende all’abolizione di ogni emarginazione. In ciascuno di noi, e anche nella società del nostro tempo, è innato uno spirito ?mercantilistico’, secondo il quale noi siamo disposti a dare, ma per avere poi il contraccambio. È la ferrea legge del do ut des! Si resta sempre all’interno di un amore interessato e di una concezione della vita ?da mercanti’: io oggi invito te e tu domani inviti me e si rimane sempre in un ambito rinchiuso fra gente alla pari che si scambiano vicendevolmente i propri favori. E i poveri, gli esclusi, gli emarginati? Rimangono sempre ?scartati’!

Il Vangelo di Gesù invece viene a scardinare questo modo egoistico di concepire la vita e intende instaurare una nuova fraternità, basata sue due note distintive caratteristiche: la gratuità e l’universalità. L’emarginazione è sempre frutto di ingiustizia, perché di fronte a Dio nessun uomo è emarginato e ognuno è prossimo del suo vicino. Bisogna dare anche a coloro dai quali non si può sperare di averne un ricambio! La gratuità e l’universalità sono l’indizio più sicuro che siamo sulla strada giusta che ci avvicina a Dio.

Papa Francesco in tante occasioni ha parlato della ?cultura dello scarto. Ascoltiamo la sua parola molto chiara, riportata più sotto, e tiriamone le conseguenze per la nostra vita.

Casa di Preghiera San Biagio FMA

 

La voce di Papa Francesco

«Purtroppo nella nostra epoca, così ricca di tante conquiste e speranze, non mancano poteri e forze che finiscono per produrre una cultura dello scarto; e questa tende a divenire mentalità comune. Le vittime di tale cultura sono proprio gli esseri umani più deboli e fragili, che rischiano di essere “scartati”, espulsi da un ingranaggio che dev’essere efficiente a tutti i costi. Questo falso modello di uomo e di società attua un ateismo pratico negando di fatto la Parola di Dio che dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza”
(cfr. Gen 1,26). Solo se ci lasciamo interrogare da questa parola, le cose possono cambiare».

Papa Francesco 7 dicembre 2013.

 

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