Riflessioni del Papa: Siamo capaci di dire grazie? Oppure diamo tutto per scontato?

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Riflessioni del Papa: Siamo capaci di dire grazie? Oppure diamo tutto per scontato?

 

Il Vangelo, ha spiegato Papa Francesco durante la propria omelia, ci interroga direttamente e ci chiede “siamo capaci di dire grazie?” oppure “diamo tutto per scontato?

La Lettura presenta 10 lebbrosi che vanno incontro al Signore chiedendo la guarigione. Gesù non li guarisce immediatamente, ma insegna loro cosa fare per guarire. Essi dovranno mettersi in cammino per recarsi dai sacerdoti, che nella società dell’epoca erano gli incaricati di certificare la guarigione dalla lebbra.

Il primo insegnamento che possiamo trarre è che la guarigione dai nostri mali non arriva in un istante ma è un cammino di obbedienza agli insegnamenti del Signore. E anche un cammino di fede e di fiducia, di affidamento.

I lebbrosi, incamminandosi in questo percorso di salvezza ottengono così la guarigione, ma, di questi, solamente uno torna da Gesù a ringraziare. “Saper ringraziare, saper lodare per quanto il Signore fa per noi, quanto è importante!“, ha commentato Francesco facendo riferimento alle parole di Gesù che solamente nel momento in cui il lebbroso ringrazia gli dona la pienezza della salvezza.

E allora possiamo domandarci: siamo capaci di dire grazie? – ha detto il Papa –Quante volte ci diciamo grazie in famiglia, in comunità, nella Chiesa? Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, a chi ci è vicino, a chi ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. È facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma tornare a ringraziarlo…

Questo lebbroso, per di più samaritano, cioè, nella società dell’epoca, “uno straniero che vive ai margini del popolo eletto, quasi un pagano“, diventa quindi il modello del buon cristiano che “non si accontenta di aver ottenuto la guarigione attraverso la propria fede, ma fa sì che tale guarigione raggiunga la sua pienezza tornando indietro ad esprimere la propria gratitudine per il dono ricevuto, riconoscendo in Gesù il vero Sacerdote che, dopo averlo rialzato e salvato, può metterlo in cammino e accoglierlo tra i suoi discepoli“.

Chiediamoci dunque: “quanti stranieri, anche persone di altre religioni, ci danno esempio di valori che noi talvolta dimentichiamo o tralasciamo. Chi vive accanto a noi, forse disprezzato ed emarginato perché straniero, può insegnarci invece come camminare sulla via che il Signore vuole. – ha concluso Papa Francesco – Anche la Madre di Dio, insieme col suo sposo Giuseppe, ha sperimentato la lontananza dalla sua terra. Per lungo tempo anche Lei è stata straniera in Egitto, lontano dai parenti e dagli amici. La sua fede, tuttavia, ha saputo vincere le difficoltà. Teniamo stretta a noi questa fede semplice della Santa Madre di Dio; chiediamo a Lei di saper ritornare sempre a Gesù e dirgli il nostro grazie per tanti benefici della sua misericordia“.

(Tratta da papafrancesco.net)

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