Vangelo del giorno meditato
“Oggi si è compiuta questa Scrittura.”

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Vangelo del giorno meditato
“Oggi si è compiuta questa Scrittura.”

+ Dal Vangelo secondo Luca

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.
Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi
e proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Parola del Signore


 

…Meditiamo…

Come vivere questa Parola?

 

don Lucio D’Abbraccio

Il vangelo è composto da due brani: il prologo, cioè l’inizio del libro redatto da Luca, e l’inizio della predicazione di Gesù. Iniziando il suo libro, Luca si rivolge al lettore cristiano Teofilo, che significa «amante di Dio, caro a Dio» (il nome Teofilo è presente nel Nuovo Testamento, dove l’evangelista Luca indirizza il suo vangelo e il libro degli Atti ad un uomo così chiamato, probabilmente un ufficiale romano, ma non è escluso che possa essere un nome metaforico riferito, in virtù del suo significato, a tutti i cristiani), e gli dichiara la sua intenzione: siccome altri prima di lui hanno narrato la vicenda di Gesù, e lo hanno fatto dopo aver ascoltato la testimonianza su quest’uomo da parte di quelli che erano stati coinvolti nella sua vita, di quelli che lo avevano conosciuto, ascoltato e visto, anche lui «dopo aver fatto ricerche accurate», ha deciso di scrivere un racconto, cioè il vangelo. Il vangelo, infatti, è un racconto scritto di ciò che Gesù ha fatto e detto; anzi è un racconto della narrazione che Gesù con tutta la sua vita ha fatto di Dio.
Nella seconda parte del vangelo, tratto dal quarto capitolo, ci viene raccontata la vita dei credenti ebrei al tempo di Gesù: in giorno di sabato essi si radunano nella sinagoga per ascoltare la parola di Dio contenuta nella Legge e nei Profeti, libri scritti nel passato quale testimonianza di come Dio ha parlato al suo popolo. Ed ecco che Gesù, dopo alcuni anni di assenza, fa ritorno al villaggio in cui era cresciuto, Nazaret, e partecipa alla liturgia in sinagoga: ascolta un brano della Torah, partecipa al canto responsoriale di alcuni Salmi, poi tocca a lui leggere la seconda lettura. Ricevuto il rotolo dei Profeti, lo apre e legge il testo previsto per quel giorno, un passo del profeta Isaia dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Letto il brano, spetta a Gesù darne una spiegazione, ed egli lo fa attraverso un’ «omelia» qui riassunta in pochissime parole: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Ciò significa che il profeta presentato da Isaia è Gesù stesso, la parola di Dio testimoniata dall’ antico profeta e ascoltata da quanti si trovano nella sinagoga si realizza proprio in lui, in Gesù! Quella pagina biblica costituisce il programma della missione di Gesù: ecco ciò che lui farà e dirà, ecco la buona notizia, il Vangelo che attraverso di lui si realizza.
Mi vengono in mente alcune domande: abbiamo in casa la Bibbia? La apriamo qualche volta per leggerla? Ci mettiamo all’ ascolto docile e obbediente della parola di Dio? Ci impegniamo a vivere il vangelo e ad annunziarlo ai fratelli non solo con le parole ma con la vita? Troppi cristiani, purtroppo, anche assidui partecipanti all’ Eucaristia domenicale, non credono che la parola di Dio sia viva ed efficace, proprio nel momento in cui la si ascolta.

Chiediamo al Signore che ci aiuti a realizzare la sua Parola e, come diceva santa Madre Teresa di Calcutta: «viviamo in modo tale da essere la dimostrazione di Dio».

 

 


 

 

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