Vangelo del giorno meditato
“A cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?”

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Vangelo del giorno meditato
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Vangelo del giorno meditato
“A cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?”

 

Lc 1,39-45
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Parola del Signore

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

Maria è descritta dall’Evangelista Luca come la vera Arca Santa. Nell’Esodo Mosè aveva costruito sotto il comando di Dio l’Arca dell’Alleanza (Es 25,10-21); nell’Arca erano conservate infatti le due tavole della legge di Mosè, le tavole dell’Alleanza. Essa era per Israele luogo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Ma ormai il simbolo ha ceduto il posto alla realtà. Il tempo è compiuto! Dio non abita più un’arca, abita una persona, un cuore: Maria. Maria è l’arca dell’alleanza, perché ha accolto in sé Gesù; ha accolto in sé la Parola vivente, tutto il contenuto della volontà di Dio.

La cugina, alla sua voce di saluto, esulta di gioia – “danza di gioia” – e con lei il bimbo che porta in grembo. Elisabetta piena di Spirito Santo la benedice, benedice il frutto delle sue viscere e le chiede con meraviglia: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? “. Anche il re Davide nel trasferimento dell’Arca a Gerusalemme esclamò: “«Come potrà venire da me l’arca del Signore?» (2Sam 6,9). Notiamo però una differenza: “l’arca del Signore” di Davide diventa “Madre del mio Signore- Kyrios” in Elisabetta. Maria porta in sé il Salvatore! Non lasciamoci rubare lo stupore, la meraviglia di questa verità: Dio si è fatto carne nell’utero di una donna! Ha vissuto dentro di lei come in un tabernacolo!

Gesù al termine della sua vita – per amore -si è consegnato in un pezzo di pane per poter entrare nel cuore e nella vita di ciascuno di noi e abilitarci ad essere, pur nella povertà, “arca” della Sua Presenza, affinché tutti possiamo sperimentare la presenza di Dio

Lo Spirito che dà la Vita ci aiuti ad essere luoghi della presenza di Dio; ad essere – in questo Natale – la grotta dove Gesù nasce; ad essere Tabernacoli viventi!

 

 

 

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