Vangelo del giorno meditato
«Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.»

Vangelo del giorno meditato
«Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono.»
9 Aprile 2019
Vangelo del giorno meditato
«Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.»
12 Aprile 2019

Vangelo del giorno meditato
«Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.»

Gv 8,51-59
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».
Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».
Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».
Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

Parola del Signore

 


 

…Meditiamo…

Come vivere questa Parola?

 

Ormai il potenziale dialogo tra farisei e Gesù si è trasformato in controversia; non c’è più disponibilità a comunicare. Rimane solo un conflitto strategico, volto a difendere le proprie posizioni.

I farisei, i giudei presenti si sono irritati perché gli sembra sia stata sminuita la loro discendenza da Abramo. Provocatoriamente ribadiscono a Gesù che egli pretende di essere addirittura più di Abramo, il padre nella fede. Cosa effettivamente determina l’epilogo di ogni disponibilità a comunicare è l’accenno alla resurrezione. Un’espressione velata (“se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”) introduce questo tema e se la domanda “Tu chi sei?” che la liturgia ci riportava ieri, sembrava aprire uno spiraglio, oggi quel “Chi credi di essere?” non lascia più dubbi. Gesù non è più credibile, addirittura si trastulla con temi che sono assolutamente da rifiutare: la resurrezione. Questa possibilità non è considerata dai farisei. Non è lecito pensare ad una vita che sa andare oltre la morte. A questo punto ogni parola di Gesù è sentita come frutto della sua presunzione. Ed egli non merita di vivere, è un pericolo. Nella mente di questi, si formula chiara l’idea di eliminarlo.
Signore, noi inorridiamo di fronte a queste ottusità e durezza dei farisei. Ma non siamo troppo diversi. Quando l’irragionevolezza delle cose arriva a disturbarci, con un “chi ti credi di essere?” ci sbarazziamo dalla scomoda sollecitazione a pensare e a saper dare ragione della nostra speranza. Perdonaci Signore!

La voce della liturgia

Cristo è mediatore della nuova alleanza

perché, mediante la sua morte,

coloro che sono stati chiamati

ricevano l’eredità eterna

che è stata loro promessa.

Eb 9,15

 

( Casa di preghiera San Biagio )

 


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