Vangelo del giorno meditato
«Chi ha visto me, ha visto il Padre.»

Vangelo del giorno meditato
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Vangelo del giorno meditato
«Chi ha visto me, ha visto il Padre.»

 

 

Gv 14,7-14
+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».
Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Parola del Signore

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

 

Gesù è al momento del congedo dai suoi con i quali ha condiviso tre intensi anni di esperienze: momenti in cui li ha visti entusiasmarsi per i suoi miracoli, restare affascinati dalle sue parole, o interdetti dinanzi a prese di posizione che non capivano o a prospettive che esulavano dalla loro visione. Ora sta per lasciarli e sembra quasi voglia riversare il suo cuore nel loro.

A un tratto Filippo lo interrompe con un’inattesa richiesta: “Mostraci il Padre e ci basta!”. Ormai sappiamo tutto, sembra dire, manca solo quest’ultimo tassello e il quadro è completo. La risposta di Gesù infrange questa sua sicurezza: Filippo, non mi conosci ancora? Non hai ancora capito che io e il Padre siamo una cosa sola così che chi vede me vede lui? Il tempo trascorso insieme non è bastato a svelare il volto del Maestro, la sua realtà umano-divina. In effetti, se è difficile esaurire la conoscenza di qualunque persona, anche di noi stessi, immaginiamo se ciò possa realizzarsi nel riguardi di Gesù: uomo e Dio.

Ciò è vero per Filippo, ma, a pensarci bene, riguarda anche noi che, forse proprio come questo apostolo, possiamo avanzare qualche richiesta analoga, convinti della solidità della nostra fede. Ci meraviglieremo se anche a noi Gesù rispondesse: È tanto tempo che sono con te e non mi conosci ancora? Eppure un po’ tutti dovremmo attenderci questa risposta. Certo, lo conosciamo fin da bambini, siamo credenti e praticanti, magari anche impegnati o consacrati, ma che esperienza abbiamo di lui? Perché conoscerlo non è avere delle nozioni sulla sua persona, anche teologiche o bibliche, ma incontrarlo quale persona che attraversa le nostre strade, condivide il nostro vissuto e ci chiama a stringere con lui un rapporto unico e personale.

Quest’oggi, nel io rientro al cuore, mi lascerò interpellare da questa domanda di Gesù e cercherò come approfondire la mia relazione vitale con lui.

Che io ti conosca, Signore, in quella relazione di intimità e di amore che sola può svelarmi il tuo volto.

La voce di un Dottore della Chiesa

Insegnami a cercarti e mostrati a me che ti cerco. Io non posso cercarti se tu non m’insegni, né trovarti se tu non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti, che ti desideri cercandoti, che ti trovi amandoti, e che ti ami trovandoti.
Sant’Anselmo

 

(Casa di preghiera San Biagio)

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