Vangelo del giorno meditato
“Dio non è dei morti, ma dei viventi.”

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Solennità di Cristo Re
20 Novembre 2016

Vangelo del giorno meditato
“Dio non è dei morti, ma dei viventi.”

Lc 20,27-40
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Parola del Signore


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

 

Vero che se ci capita di veder sorgere il sole sul monte o al mare in un cielo sereno, ci sembra di essere penetrati da soavissima musica? Proprio così, se lasciamo penetrare in noi questa parola sacra che ci conferma e ci conforta nella Fede.

Si, perché quel che ci conferma come Veri credenti è la certezza di fede che il Signore Gesù, risorgendo Lui stesso e operando anche la risurrezione di altri ci ha consegnato l’irrefutabile prova che la morte non è affatto l’ultima parola vincente l’uomo di oggi e di sempre.

Gesù ci ha chiamati “Figli della Risurrezione” e ha aggiunto che proprio per questo siamo “Figli di Dio” fortissima, splendida verità!

È un fatto, non potremmo essere figli di Dio che è “immortalità vivente” se non fossimo noi stessi, gente chiamata a risorgere, cioè a vivere sempre.

Dio non può essere Dio dei morti, Dio di gente che non vedrà mai più la luce. È dunque implicita questa verità, per fino nell’esperienza di Mosè: quando vide bruciare l’emblematico roveto che ardeva sempre e mai si consumava.

Si, tutti viviamo in forza di quello spirito di vita che ci viene da Te, Vita immortale!

Fa’ che ce ne ricordiamo, specie nei momenti difficili magari preludio della nostra morte. Essa è solo “corporale” dunque è “sorella morte” come la chiamò San Francesco.

Niente paura, nessuno può rubarci la speranza della vita gioiosa in Paradiso.
Aiutaci a vivere in Te, cioè a vivere la Tua Presenza d’amore scegliendo quel che Tu vuoi, quel che Tu vedi bene per noi. E sarà sereno anche il nostro cammino verso la Tua Rivelazione di gioia eterna, nella certezza che già ora viviamo mai soli ma insieme a Te, abitati da Te invisibile infinito Amore.

La voce di un grande teologo

Allora vivrò con i viventi che nel segno della fede mi hanno preceduto nel giorno chiaro della vita, dove nulla più resta da fare, perché quel giorno sei tu, pienezza di ogni realtà, Dio dei viventi.

Karl Rahner, Tu sei il silenzio

 

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