Vangelo del giorno meditato
“Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.”

Vangelo del giorno meditato
“Gesù insegnava come uno che ha autorità.”
14 Gennaio 2020
Vangelo del giorno meditato
“La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.”
16 Gennaio 2020

Vangelo del giorno meditato
“Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.”

Mc 1,29-39
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

 

Parola del Signore

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

 

 

Nella prima lettura della liturgia odierna ci viene narrata la celebre vocazione di Samuèle, che non avviene istantaneamente, come quella di Abramo o dei quattro Apostoli vista lunedì scorso, ma si tratta di una chiamata progressiva, che si sviluppa lentamente in tre tappe consecutive.

Essa inizia con una prima chiamata inattesa, nella notte, quando «la lampada di Dio non era ancora spenta» e il giovane era coricato nel tempio del Signore (v.3). Come in ogni vocazione biblica, l’iniziativa è sempre di Dio; l’adesione di Samuèle è pronta (Eccomi!), ma ancora cieca («Corse da Eli e gli disse: “Mi hai chiamato, eccomi!”») e alla fine rimane una certa delusione nel giovane («Non ti ho chiamato, torna a dormire!»).

Una seconda chiamata si replica subito dopo (nei versi 6-7), ma ancora senza risultato, perché «Samuèle fino ad allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore» ed egli rimane ancor più deluso e sconcertato di prima.

Finalmente, nella terza chiamata (vv. 8-9), il sacerdote Eli intuisce l’importanza dell’esperienza che sta facendo Samuèle, e il suo comportamento costituisce il modello del vero educatore spirituale, che aiuta, ma non si sostituisce alla vicenda del tutto personale del giovane («Se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”»).

Ora la chiamata del Signore è diventata decisiva e chiara, e l’adesione del giovane diventerà precisa e matura, tanto che la conclusione del testo afferma solennemente: «Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole».

Oggi farò mia la preghiera di Samuele e la ripeterò insistentemente: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”.

(Non è vero che talvolta la nostra preghiera è un po’ diversa… da quella di Samuèle: “Ascolta, Signore, perché il tuo servo ti parla?”
La voce del re Salomone

«Concedi, Signore, al tuo servo (Salomone) un cuore ascoltante»

1Re 3,9

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