Vangelo del giorno meditato
«Io vi dico: non giurate affatto.»

Vangelo del giorno meditato
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Meditiamo il Vangelo di oggi
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Vangelo del giorno meditato
«Io vi dico: non giurate affatto.»

 

Mt 5,33-37
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”; “No, no”; il di più viene dal Maligno».

Parola del Signore

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

Oggi Gesù nel suo Vangelo si pone come un Maestro insuperabile che ci insegna come usare le parole nei nostri discorsi con i fratelli e le sorelle. La norma fondamentale che egli ci offre si può riassumere in una sola parola, la trasparenza: tra l’esterno e l’interno, tra la bocca e il cuore, senza frapporre altre parole inutili, che servono solo a svisare e offuscare la verità del discorso. Gesù dice, in un’altra occasione, che dovremo rendere conto a Dio persino di ogni parola inutile che avremo detto (Mt 12, 36). La lingua, dunque, deve essere in pieno accordo col cuore, nella semplicità della verità e dell’amore.

Una parola buona e generosa, detta al momento giusto, può salvare una vita, mentre al contrario, purtroppo, una parola cattiva e sprezzante può ferire a morte un fratello. Si può uccidere una persona anche con una parola! Papa Francesco ce l’ha ricordato esplicitamente nelle sue omelie (nei testi riportati più sotto).

Pertanto dobbiamo prenderci seriamente la responsabilità di usare sempre bene le nostre parole e di prendere l’abitudine di usarle solo per benedire, mai per maledire; per costruire, mai per distruggere. Il più delle volte, il modo più utile per custodire le nostre parole sarà la concisione della verità e dell’amore, piuttosto che le chiacchiere vuote e inutili, e ricorrendo più sovente al silenzio.
«Con la lingua benediciamo il Signore e Padre e con essa malediciamo gli uomini fatti a somiglianza di Dio. Dalla stessa bocca escono benedizione e maledizione. Non dev’essere così, fratelli miei!» (Gc 3, 9-10).
La voce di Papa Francesco

– «Gesù ci ricorda che anche le parole possono uccidere! Pertanto, non solo non bisogna attentare alla vita del prossimo, ma neppure riversare su di lui il veleno dell’ira e colpirlo con la calunnia»

Discorso prima dell’Angelus, 17 febbraio 2014
– «Quanto si chiacchiera nella Chiesa! Quanto chiacchieriamo noi cristiani!.. La chiacchiera è dolce all’inizio e poi ti rovina l’anima! Le chiacchiere sono distruttive nella Chiesa… È un po’ lo spirito di Caino: ammazzare il fratello con la lingua

Omelia a S. Marta, 18 maggio 2013

 

Casa di Preghiera San Biagio FMA

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