Vangelo del giorno meditato
“Lo sposo è con loro”

Vangelo del giorno meditato
” Chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.”
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Vangelo del giorno meditato
«Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano»
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Vangelo del giorno meditato
“Lo sposo è con loro”

Mc 2,18-22
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

 

Parola del Signore


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

Avere un re come gli altri popoli era un’aspirazione lunga del popolo d’Israele. Ma non è stato facile per Saul gestire questo incarico inaspettato, davanti al quale si trovò impreparato e inesperto. Soprattutto, non riusciva a sottostare a dei consigli del profeta che gli riferiva gli ordini del Signore. Forse perché gli sembravano irrazionali, poco adatti allo svolgersi normale degli eventi umani, intrisi di vendette, di guerre, di ambizioni personali che talvolta offuscavano il bene del popolo… Saul si impegna; crede anche di svolgere bene i compiti affidatigli; se non altro, con la parte del bottino sacrificato in onore del Signore si può anche pareggiare i conti con quanto gli era stato ordinato di fare, anche se lui lo ha risolto a modo suo.

Invece no. Il progetto salvifico del Signore per il suo popolo impegna tutt’altro che un po’ di sacrifici materiali. I quali, alla lunga, risultano come delle pezze nuove cucite su un vestito vecchio, o vino nuovo versato in otri vecchi, come si risponderà Gesù secoli dopo all’obiezione dei farisei e dei discepoli di Giovanni che non riescono a comprendere bene il significato vero e profondo del digiuno (cf Mc 2,18-22). Quello che viceversa viene chiesto, quello a cui ciascuno di noi è invitato, in qualsiasi momento della vita e al di là dei compiti che ci sono affidati, è l’obbedienza. L’obbedienza non in quanto il cieco eseguire delle regole e norme, ma la dolcezza d’animo che orienta il nostro pensare e agire e ci dispone ad operare secondo la giustizia, sempre e dovunque.

Chi offre la lode in sacrificio, questi mi onora; a chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio (dal Salmo responsoriale 50,23)

 

 

 

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