Vangelo del giorno meditato
«Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.»

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Vangelo del giorno meditato
«Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.»

Mt 11,20-24

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Parola del Signore

 

 

Meditiamo

Per Sodoma vi fu solo una preghiera di intercessione da parte di Abramo. Eppure il Signore era disposto a perdonare se in essa avesse trovato appena dieci giusti.

Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall’alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli. Il Signore diceva: «Devo io tenere nascosto ad Abramo quello che sto per fare, mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra? Infatti io l’ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui a osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore compia per Abramo quanto gli ha promesso». Disse allora il Signore: «Il grido di Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave. Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!».

Quegli uomini partirono di là e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora alla presenza del Signore. Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lontano da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lontano da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutto quel luogo». Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere: forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne troverò quarantacinque». Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola: forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci» (Gen 18,16-32).

Né Abramo, né Lot hanno mai predicato la sana moralità in quella città. Gli abitanti di Ninive sono responsabili per coscienza, non per rifiuto della Parola del Signore. Ora noi sappiamo che è facile che la coscienza si corrompa, specie quando fin dal seno materno si vive in mezzo alla corruzione, al male, al peccato, alla trasgressione. Dio conosce la responsabilità di ogni coscienza e secondo questa responsabilità emetterà il suo giudizio. Per questo è vietato ad ogni uomo giudicare i propri fratelli.

Gesù è venuto. Ha predicato, insegnato, ammaestrato. Ha rivelato la verità del Padre suo. Ha compiuto miracoli, prodigi, segni infiniti. Ha consumato la sua voce invitando alla conversione e alla fede nel Vangelo. Come rispondono le città nelle quali Lui aveva operato il maggior numero di miracoli e di segni? Con la più grande insensibilità. Accolgono i miracoli. Rifiutano la Parola. Prendono i prodigi. Scartano la verità attestata e significata in quei miracoli e prodigi. Fanno di Cristo una specie di mago, ma non un Salvatore potente, il Redentore della loro vita. Queste città sono responsabili del grande dono fatto loro da Dio, ma da esse rifiutato. È questa la loro colpa. Non hanno accolto il dono di Dio. Sono state inondate di luce e hanno preferito rimanere nelle tenebre. Per questa loro scelta sono più responsabili degli abitanti di Sòdoma. Questi non hanni scelto le tenebre e rifiutato la luce. Hanno sempre camminato nelle tenebre, perché nessuna luce è stata mai offerta loro.

 

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Angeli, Santi, fateci scegliere sempre la luce.

 

(Movimento Apostolico)

 

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