Vangelo del giorno meditato
“Oggi è nato per voi il Salvatore.”

Vangelo del giorno meditato
“Ci visiterà un sole che sorge dall’alto.”
24 Dicembre 2019
Vangelo del giorno meditato
“Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.”
26 Dicembre 2019

Vangelo del giorno meditato
“Oggi è nato per voi il Salvatore.”

Lc 2,1-14
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando Quirinio era governatore della Siria. Tutti andavano a farsi censire, ciascuno nella propria città.
Anche Giuseppe, dalla Galilea, dalla città di Nàzaret, salì in Giudea alla città di Davide chiamata Betlemme: egli apparteneva infatti alla casa e alla famiglia di Davide. Doveva farsi censire insieme a Maria, sua sposa, che era incinta.
Mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia, perché per loro non c’era posto nell’alloggio.
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia».
E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva:
«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».

 

Parola del Signore


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

Cristo, luce e salvezza del mondo!

Nella liturgia del Natale è frequente il richiamo alla luce. Nella preghiera colletta abbiamo lodato il Padre con queste parole: «O Dio, che hai illuminato questa santissima notte con lo splendore di Cristo, vera luce del mondo». Abbiamo ascoltato, nella prima lettura, l’oracolo del profeta Isaia: «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse». L’oracolo trova un suo riscontro nella pagina del vangelo: «C’erano in quella regione alcuni pastori che…vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce».
Le tenebre ancora ci avvolgono, ma la Luce è già venuta nel mondo e noi, purtroppo, spesso non l’accogliamo. Non dimentichiamo ciò che scrive l’apostolo ed evangelista Giovanni: «la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta» (cf Gv 1, 5).
Ebbene sì! Dobbiamo sinceramente riconoscere che c’è ancora buio nella nostra mente, nel nostro cuore, nella nostra vita. Dobbiamo lealmente ammettere tutte le resistenze a questa luce che viene dal Signore. C’è buio nella nostra mente, perché non sempre siamo docili ascoltatori della Parola, non accettiamo di cercare con cuore sincero la verità, non vogliamo mettere in discussione i nostri schemi mentali, i nostri progetti, non proviamo a scuoterci dalla nostra pigrizia, dalla nostra apatia, non sappiamo e non vogliamo alzarci e percorrere il nostro cammino di fede. C’è buio nel nostro cuore dove spesso avvertiamo freddo, aridità di sentimenti, egoismi, dove convivono rancore, invidia, narcisismo, perché non disponibili verso gli altri ma ripiegati solo su noi stessi, non aperti al sole di giustizia, Cristo Gesù. C’è buio nella nostra vita, perché appesantita da affanni e preoccupazioni vane, alla ricerca continua di idoli che, secondo la parola di Dio, non sono capaci di dare senso e serenità verace, poiché sono dei benesseri fini a se stessi e, spesso, frutto di disinteresse verso gli altri. C’è buio nella storia dell’umanità perché ci sono ancora odiose repressioni di piccoli o grandi tiranni; c’è buio perché permane l’arroganza dei prepotenti; c’è buio perché ciò che spesso rifiutiamo è la fatica di crescere. Quanti, anche anagraficamente adulti, sono ancora degli adolescenti su tanti piani della vita, soprattutto su quello della fede!
Ogni Natale deve essere vissuto come un riprendere di nuovo il cammino per seguire le orme del Signore Gesù, crescendo e maturando nella fede in modo da essere capaci di annunciarlo agli altri con la vita e con la parola.
La grazia del Natale ci aiuti in questo nostro cammino, superando la nostra apatia, la nostra superficialità, le nostre incoerenze. Che la luce del Signore ci cambi radicalmente e ci renda persone nuove capaci di annunciare la Luce vera: Cristo Gesù, che oggi è nato per noi!

don Lucio D’Abbraccio

 

 

 

 

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