Vangelo del giorno meditato
“Vedendo le folle, ne sentì compassione.”

Vangelo del giorno meditato
“Gesù guarisce due ciechi che credono in lui.”
6 Dicembre 2019
Vangelo del giorno meditato
“Oggi abbiamo visto cose prodigiose.”
9 Dicembre 2019

Vangelo del giorno meditato
“Vedendo le folle, ne sentì compassione.”

Mt 9,35-10,1.6-8
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore

 

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

 

Già il profeta Isaia nella prima lettura odierna aveva predetto: “Liberati dall’oscurità e dalle tenebre, gli occhi dei ciechi vedranno”. E Gesù, come si legge nel Vangelo di oggi, si mostra come Colui che opera l’adempimento di questa promessa divina con la guarigione di due ciechi. Egli restituisce loro la vista e li riconsegna alla vita e al mondo creato da Dio per contemplarne le bellezze.

Ma c’è di più. Gesù, prima di compiere il miracolo, opera una cosa ancora più prodigiosa: tramite una domanda che li coinvolge personalmente, crea in loro la fede, che, come ben sappiamo, è un requisito fondamentale perché il Salvatore possa compiere il miracolo: «Credete che io possa fare questo? Gli risposero: “Sì, o Signore!”. Allora toccò loro gli occhi e disse: “Avvenga per voi secondo la vostra fede”. È la fede, dunque, che apre gli occhi dei ciechi, perché nell’opera compiuta da Gesù non si tratta semplicemente di una guarigione dalla cecità fisica, ma della salvezza che li ha avvolti totalmente.

Quante volte, infatti, il nostro cuore, chiuso dall’orgoglio, dall’egoismo, chiude anche i nostri occhi, sicché vediamo solo i torti ricevuti, i difetti degli altri e mai le loro buone qualità. Siamo ciechi perché il nostro cuore non è convertito e ha bisogno di essere aperto e salvato: “Crea in me, o Dio, un cuore puro” (Sal. 50, v. 12).
In questo tempo di Avvento supplichiamo con insistenza il Signore perché, facendo crescere in noi la fede, apra i nostri occhi e i nostri cuori.

Oggi, nella mia pausa contemplativa, verificherò lo stato della mia vista spirituale. Esporrò quindi la mia situazione al Signore perché possa sanarmi.

 

Signore, quanti ciechi hai incrociato sulla tua strada durante la tua esistenza terrena e là dove hai trovato disponibilità e fede viva, hai ridonato la sanità! Ecco, oggi, sono io a invocare: “Fa’ che io veda!”, o meglio “Fa’ che io ti veda!”.

 

La voce di un dottore della Chiesa
Il cieco desidera dal Signore non del denaro, ma la luce. Senza di questa, tutto il resto gli sembra di ben poco valore. Imitiamo costui per essere illuminati esteriormente e interiormente.
S. Gregorio Magno

 

 

 

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