Vangelo del giorno meditato
“Vedendo le folle, ne sentì compassione.”

Papa Francesco:“Sono peccatore, aiutami Signore!“
2 Dicembre 2016
San Francesco Saverio
3 Dicembre 2016

Vangelo del giorno meditato
“Vedendo le folle, ne sentì compassione.”

Mt 9,35-10,1.6-8
+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.
Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
E li inviò ordinando loro: «Rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

Parola del Signore

 

 


 

…Meditiamo…

 

Come vivere questa Parola?

Il Vangelo di oggi celebra l’amore gratuito di Dio. «Vedendo le folle stanche e sfinite» a forza di seguirlo, Gesù «ne sentì compassione». Ritorna quel verbo assai raro già trovato in Matteo (cfr. lectio di mercoledì scorso, Mt 15, 32) e che esprime “le viscere di compassione” di una madre verso il figlio. Gli uomini, afferma l’Evangelista, sono apparsi a Gesù stanchi e sfiniti, «come pecore senza pastore». Ma nello stesso tempo l’umanità sembra a Gesù come una messe promettente e pronta per essere raccolta, ma che attende invano i mietitori, perché gli «operai sono pochi». Tuttavia, non deve mai prevalere lo sconforto, ma l’umile e insistente preghiera: «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!

Stiamo passando un periodo storico assai buio, dopo i recenti fatti tragici di Parigi e del Belgio, come anche fatti all’interno della Chiesa stessa. Non dobbiamo lasciarci prendere dallo sconforto. Nessuna epoca è troppo buia per la misericordia di Dio, nessuna tempesta potrà scuotere la Chiesa fino a farla sommergere. Siamo certi che Dio ci ama e non ci abbandona: Egli rinnova sempre il prodigio della sua gratuità salvando la Chiesa nel momento stesso in cui essa pare che stia per affondare.

Dio, ci assicura Gesù, ha un cuore di Pastore e manda pastori al suo popolo sfinito. Come il Salvatore, appena si rese conto della stanchezza della folla che lo seguiva, inviò i dodici apostoli, così anche oggi, l’amorosa misericordia di Dio è pronta a suscitare i profeti e i pastori di cui il suo popolo ha bisogno. E infatti la divina Provvidenza ha inviato alla nostra Chiesa tanti pastori santi nel nostro tempo, e in particolare oggi, un Pastore saggio e sapiente che la guida e la sorregge: il nostro Papa Francesco. Egli ci ha fatto un enorme dono indicendo il Giubileo della Misericordia che ci accompagnerà lungo il nuovo anno liturgico e che inizierà fra breve l’otto dicembre, festa dell’Immacolata Concezione e cinquantesimo anniversario della fine del Concilio Vaticano II.
Auguro a tutti gli amici e lettori: Buon Avvento e Buon Giubileo della Misericordia!

La voce di un Abate e Autore spirituale del nostro tempo

“Lo sconforto e la miseria che talvolta ci assalgono, non sono mai troppo grandi da superare la misericordia di Dio, che soverchia e ricopre tutte le debolezze della Chiesa”.

André Louf, Abate di Monts-de-Cats

 

 

 

 

//]]>